Porto Cervo in declino, perché? – di Lorenzo Camillo

Porto José Banus, la “Porto Cervo” della Spagna sulla Costa del Sol registra il “tutto esaurito”, fin dal 26 Giugno quando la visitai in barca quest’anno. Il marina pienissimo di grandi yacht e le strade ed i locali affollati da tanta bella gente, con grande sfoggio di auto di lusso, Ferrari, Maserati, Lamborghini, Bentley ecc. ecc. I tantissimi locali, bar, pub e
ristoranti sul fronte porto sono affollati da gente che si diverte, ed a prezzi
abbordabili. E la crisi?, manco l’ombra! E come mai allora, Porto Cervo é ancora vuota a fine Luglio, nonostante abbiamo un mare ed arcipelago che gli Spagnoli se lo sognano? La gente va in Spagna perché i prezzi sono ragionevoli e lì trovano ottime strutture ed un accoglienza che li fa divertire e fare una bella vacanza.

Allora cerchiamo di analizzare i motivi del continuo declino di Porto Cervo, che lo sta portando alla morte, visto che ci sono commercianti, operatori e ristoratori in crisi ed alcuni negozi sfitti. Prima di tutto, da alcuni anni Porto Cervo é stato snaturato come villaggio che funzionava quando era il punto d’incontro della Costa Smeralda. Ma con la recente eliminazione di
alcuni servizi fondamentali è diventato una noia totale. Per esempio è stato
spostato fuori dal villaggio l’ufficio postale, eliminata la libreria e tre bar
che praticavano prezzi “normali”; è stata ridotta la superficie del’Hotel Cervo e del supermercato, il tutto per far posto alla vendita di immobili per fare altre boutique, solo per far cassa e senza riguardo alcuno alle conseguenze devastanti per la vita del villaggio. Gli unici bar rimasti nelle mani del “patron” di Porto Cervo praticano prezzi da scandalo, che neanche i cliente più facoltosi accettano, considerandoli una presa in giro (si parla di caffé a 30 euro) ed infatti i bar della Piazzetta sono sempre vuoti.

Il problema è che questo colpisce tutti quanti, perché la Piazzetta non è più il punto d’incontro, dove sedersi per leggere il giornale ed incontrare gli amici. Significa che solo quattro gatti vengono a Porto Cervo e non c’è più “lo struscio” sulla Passeggiata e quindi né turisti né consorziati trovano il
piacere di venire a passeggio al villaggio. Un villaggio deserto significa danno ai commercianti e di tutti gli operatori, compresi anche quelli dei locali notturni. Per non parlare delle tante ville ed appartamenti sfitti da anni a causa di un mare di gente che non viene più in Costa Smeralda.

Ma il problema è ancora più grave per via dei cosiddetti “gavitelli galleggianti intelligenti”, che sono stati installati in alcune rade della Costa Smeralda con la scusa di “proteggere i fondali”, ma in verità sono solo un’altro esempio della speculazione a tutti costi, con prezzi e maniere da scandalo. Il risultato è che anche le barche si tengono lontane per non subire angherie e altri balzelli insopportabili. Il mare è grande e ci sono tanti lidi. Chi ci rimette in fondo sono i poveri operatori economici della zona per questa politica dell’arraffare il più possibile ed al più presto possibile senza riguardo alle conseguenze. Ed inoltre, senza investire alcunché in migliorie o abbellimenti a Porto Cervo, dato che le uniche migliorie di zone pubbliche sono quelle effettuate dal Consorzio a spese dei consorziati.

Quindi altro che “crisi finanziaria”, le cause del declino di Porto Cervo possono solo essere  ricercate nella gestione irresponsabile da parte dei vertici della Costa Smeralda, che dovrebbero prenderne atto e porre urgentemente rimedio per salvare il salvabile.

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