Discriminazione e irregolarità al Parco di La Maddalena – Lorenzo Camillo

Lettera al Ministro per l’Ambiente Tutela del Territorio e del Mare
On. Corrado Clini

Egregio Ministro,                                                                                       English translation

Le scrivo a nome dei nostri associati, proprietari di immobili in Costa Smeralda ed in concertazione con il Sindaco uscente del Comune di Arzachena, Prof. Piero Filigheddu.

Le scriviamo, quali fruitori delle meraviglie dell’Archipellago di La Maddalena, per segnalare il provvedimento da parte dell’Ente Parco di La Maddalena che ha modificato il Regolamento del Parco penalizzando indebitamente gli abitanti dei Comuni limitrofi al Parco, Arzachena ed Olbia. Ci impongono delle proibizioni totali di ancoraggio alle “nostre” isole ubicate davanti alla Costa Smeralda, già gravemente penalizzata dal Regolamento originale emanato il 17-5-1996.

Spieghiamo che le isole del Parco di La Maddalena sono divise in due gruppi distinti, come evidenziato nella mappa fornita dal Parco: quelle che gravitano attorno al territorio Comunale di La Maddalena, dove ha sede il Parco, e quelle più lontane al Parco, adiacenti la costa del Comune di Arzachena-Olbia.

Osservando la planimetria del Parco, con le zone in rosso quasi tutte dal versante Costa Smeralda,  si nota la evidente discriminazione contro il Comune di Arzachena ed Olbia, danneggiando particolarmente la Costa Smeralda, industria turistica di rilevanza nazionale.

Zone rosse di divieto tutte in vicinanza Costa Smeralda

Come avevo già segnalato a codesto Ministero nel 2001 (vedere lettera Allegato A), la stesura originale del Parco penalizzava esageratamente le isole nel Comune di Arzachena con ben 89 % dei divieti totali di avvicinamento ed ancoraggio a queste isole.  Ora il Parco ha recentemente decretato il divieto totale su tutte le isole che si affacciano alla Costa Smeralda nel Comune di Arzachena, portando la percentuale a sfiorare il 100% dei totali divieti relegati interamente alle acque della Costa Smeralda.

Lo scopo dei dirigenti del Parco era probabilmente di obbligare tutte le imbarcazioni a frequentare soltanto le isole attorno a La Maddalena, e presumiamo più per motivi politici che ecologici, travalicando i principi per cui si istituiscono i Parchi Marini. Visto il particolare pregio delle isole principale dell’Archipellago, Spargi-Budelli-Santa Maria, sarebbe stato opportuno imporre molti più divieti in questa zona per garantirne la conservazione, invece di incorragiarne l’affollamento.

Noi riteniamo che il far confluire tutti i natanti, imbarcazione e navi a La Maddalena, sia quindi stato fatto per avvantaggiare economicamente solo quel Comune e favorire le locali aziende di trasporto passeggieri sui barconi per le visite giornaliere. Oltre al danno economico al Comune di Arzachena, segnaliamo un grave danno allambiente, causato da questo irragionevole ed esagerato regolamento che obbliga tutte le centinaia, se non migliaia di barche stanziali nei marina della Costa Smeralda a navigare tutti i giorni fino a La Maddalena.

Infatti, ogni mattina d’estate vediamo migliaie di yacht, principalmente grandi imbarcazioni a motore con enormi motorizzazioni, che escono dai marina di Porto Cervo, Portisco e Porto Rotondo  di cui una buona parte si accalca adosso delle poche vicine spiagge della terraferma già superaffollate dal pubblico che vi arriva in auto, dove gettono l’ancora per far fare il bagno in mare, invece di allontanarsi e sparpagliarsi nelle vicine isole di Mortorio. Infatti dall’ingente presenza di pubblico in spiaggia e dalle tante barche all’ancora, l’acqua a riva non è più limpida come una volta e come dovrebbe continuare ad essere.

L’altra gran parte di questi yacht si avvia ad alta velocità con i loro potentissimi motori a pieno regime, verso il gruppo di isole Budelli-Spargi-Santa Maria di La Maddalena dove è ovviamente consentito l’ancoraggio. Questo con grande consumo di carburante, con inquinamento dellacqua e dellaria, nonché con grande inquinamento acustico. Il tutto causato dalle sconsiderate totali  proibizioni di avvicinamento e sosta alle isole a pochi  passi dai marina del Comune di Arzachena e di Olbia.

Vediamo le distanze:

Porto Cervo         -   Budelli       14   Miglia

Porto   Rotondo   -   Budelli        22  Miglia

Porto Rotondo     -   Mortorio     3,5 Miglia

Porto Cervo         -   Bisce           1,8 Miglia

Porto Cervo         -   Caprera       5  Miglia

Vediamo le conseguenze:

Considerando lo yacht a motore medio di 20 metri di lunghezza, che consuma anche 400 litri l’ora di carburante e impiega un ora per raggiungere Budelli da Porto Rotondo viaggiando a 22 nodi, e consuma quindi un totale di 800 litri ogni giorno per andare a fare il bagno a Budelli. E sono centinaia di questi bollidi obbligati a fare tante miglia, quando avrebbero il gruppo di isole di Mortorio lì di fronte a soli 3 miglia.

Tutti gli operatori turistici della zona sono giustamente preoccupati che questi divieti assoluti non influsicano negativamente sull’economia locale, allontanando il ricco turismo nautico verso altri lidi. I grandi yacht non hanno difficoltà a viaggiare in lungo e in largo per il Mediterraneo, dove possono trovare altre situazioni altrettanto attraenti dove fermarsi, dove i vincoli sono molto più ragionevoli.

Ben consapevoli dell’importanza di conservare l’ambiente, e noi ne siamo tutti convinti ed è   proprio per questo che abbiamo scelto la Costa Smeralda per l’acquisto della nostra casa vacanza,   dove l’ambiente è maggiormente protetto, riteniamo che si possa consentire il godimento di alcune   parti delle “nostre” isole, con tutti i dovuti controlli sull’osservanza delle regole, che comunque vogliamo rigide e severamente controllate.

Mortorio

Riguardo l’isola di Mortorio, il regolamento originale infatti consentiva l’avvicinamento all’isola di Mortorio e ne proibiva l’ancoraggio soltanto nella parte esterna, come si vede dalla seguente foto, mentre ora è divieto a 360°. Sarrebbe auspicabile un suo ritorno al godimento della collettività, almeno la parte interna.

 Zona esterna originalmente in divieto totale, ora esteso a tutta l’isola

Li Nibani

Per quanto concerne Li Nibani che si vorrebbe conservare integre per il ripopolamento faunistico, segnaliamo che questi isolotti sono costantemente soggette a onde create dal frequente passaggio delle barche a motore, molto scomode per chi vi resta all’ancora e sono quindi generalmente evitate. Eventualmente consentirci l’ancoraggio o meglio, l’ormeggio a delle boe per poche barche, non arrecherebbe alcun danno alla fauna per lo scarsissimo afflusso di barche che vi sosterebbe. Vedere le foto satellitari Google del 4 Agosto 2010, dove si intravede il complesso incrocio di onde attorno agli isolotti ed una sola barca a vela all’ancora. Proprio per alleviare la pressione delle barche altrove, consigliamo di allestire anche questi isolotti con delle boe.

Accorgimenti turchi per protezione spiagge

Con l’occasione segnaliamo le tecniche sviluppate dalle autorità turche, che ci possono insegnare come il pubblico può effettivamente usufruire della natura, senza causare danni ambientale, seguendo delle prassi ben definite (vedere Allegato B).  Le spiagge particolarmente sensibili sono recintate ed il pubblico è seguito a vista, dovendo osservare delle rigidi norme per entrare ed uscire dall’acqua, doccia obbligatoria ecc, attenti a non apportare nemmeno un solo granello di sabbia.

Spiaggia di Cleopatra in Turchia presidiata da guardia e con doccia obbligatoria

Si potrebbe adottare questi accorgimenti per esempio per la Spiaggia Rosa di Budelli, che invece non è visitabile da parte del pubblico, una preziosa risorsa turistica ed opportunità, a nostro avviso irragionevolmente sprecata.

Raccomandazioni

Chiediamo quindi un Vostro autorevole intervento per richiamare i dirigenti del Parco ad un più equo regolamento delle risorse turistiche rappresentate dalle isole di La Maddalena ed in particolare quelle di Arzachena, patrimonio della collettività e parte del nostro “sistema” turistico nautico.

1 – Suggeriamo di installare delle boe lungo tutte le coste interne delle isole di Mortorio, Soffi, Le Camere, Bisce, Li Nibani ed anche Caprera e consentire l’ormeggio delle barche, come peraltro concesso alle isole nel Comune di La Maddalena.

2 – Suggeriamo di imporre dei limiti di velocità sottocosta tra le isole, particolarmente rivolto alle grandi barche a motore, onde limitare l’inquinamento, sia del mare, aria ed acustico, ed anche per garantire una maggiore sicurezza in mare.

3 – Suggeriamo di aprire l’accesso del pubblico alla Spiaggia Rosa di Budelli, adottando quegli accorgimenti di cui sopra, che ne garantiscono la salvaguardia ambientale.

In questo modo la natura rimane a servizio e godimento dell’uomo ed è una risorsa turistica che produce posti di lavoro e benessere alla comunità locale, nonché beneficio alla nazione, vista l’importanza della Costa Smeralda a livello mondiale.

In attesa di un Vostro sollecito intervento, in modo da salvare questa imminente stagione estiva e permettere un più razionale utilizzo delle nostre isole, senza peraltro recare alcun danno ambientale.

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15 thoughts on “Discriminazione e irregolarità al Parco di La Maddalena – Lorenzo Camillo

  1. …peccato che anche quest’estate a Mortiorio c’era mezzo mondo! qualche fuggi fuggi in vista di C-P c’è stato, ma sono i soliti che se ne fottono allegramente di tante belle parole. l’anno prossimo torneranno a sciacquarsi le chiappe come da trent’anni a questa parte fanno. Bonanno è un pezzente che non ha mai visto una discarica tale come quella di mortorio lato mortoriotto o a soffi… la colpa non è solo sua, ma di chi ce l’ha piazzato a burattinare boe e lecca-cu.. pre elettorali al comando di barconi da sbarco clandestini. Posidonie e fondali ringraziano! …Perchè non delegare le Marine limitrofe al Parco alla tutela stessa delle isole più vicine? Portisco-Porto Rotondo-Mortorio/Soffi/camere e via dicendo…… troppo difficile piazzare un cartello o un cristiano in polo e bermuda che insegni a conoscere piante e specie protette presenti nell’isola? Auguri!

  2. Con riferimento alla risposta inviataLe dal Presidente del Parco della Maddalena del 20 giugno che ha cortesemente voluto mandarmi in copia, Le allego una copia di quanto avevo ricevuto nel 2010 dall’ Ammiraglio Vittorio di Sambuy, uno dei fondatori della scuola di vela di Caprera, relativo all’originale zonizzazione del Parco della Maddalena.

    Pare evidente che le condizioni di accesso alle zone del Parco siano sensibilmente peggiorate da quando fu istituito.

    Invio copia della presente al Presidente del Parco nella speranza che trovi la volontà di migliorare la fruibilità del Parco per ripristinarne almeno le intenzioni dei fondatori, se non addirittura renderne l’accesso più agevole secondo le prassi in vigore in altri Parchi vicini sia in Sardegna (Tavolara) che in Corsica (Lavezzi).
    Cordialmente

    Lettera Sambuy del 9 Oct 2010:

    Ai fini delle azioni in corso per riottenere la libera fruizione della balneazione nelle isole prospicienti la Costa Smeralda facenti parte del Parco de La Maddalena, faccio seguito a quanto promesso verbalmente e vi allego in copia una cartina ricavata dalla “Guida Utile” del Parco Nazionale de La Maddalena edito alla fine degli anni Novanta dove risulta la zonizzazione vigente all’epoca del regolamento di attuazione del Parco del DPR 17/5/96.

    A differenza della zonizzazione attuale in cui nelle zone MA è vietato l’accesso, il transito, l’ormeggio e la balneazione, risulta che nel regolamento di attuazione originale nelle zone MA erano CONSENTITE la navigazione, la sosta, l’ancoraggio e l’ormeggio limitatamente alle ore diurne ai soli fini della balneazione.

    Il divieto di accesso era limitato, nelle isole prospicienti la Costa Smeralda, solo ai Nibani ed al quadrante di Nordest di Mortorio.

    A vostra disposizione per ulteriori informazioni
    Vittorio di Sambuy

  3. Gent.mi,

    come ho già avuto modo di precisare con la mia precedente email, i cui contenuti ho peraltro già espresso pubblicamente in più occasioni nel recente passato, i limiti alla navigazione imposti dall’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena nell’area marina che circonda le isole di Mortorio, Nibani, Soffi e Le Camere sono individuati dalla stessa legge istitutiva del Parco e rispondono ad un elemento chiave della struttura normativa che regola l’esistenza stessa del Parco e del suo Ente gestore fin dalla sua costituzione nel 1996. L’allegato A (Norme di Salvaguardia dell’Ente Parco) del D.P.R. 17 Maggio 1996 classifica infatti il tratto di mare compreso tra le isole di Mortorio e Nibani come Zona MA (zona marina di rilevante interesse naturalistico nella quale il rapporto tra uomo e ambiente è limitato), con massimo livello di tutela.

    Vorrei ricordare, ancora una volta, che negli anni scorsi non è stato imposto alcun nuovo divieto da parte dell’Ente ma piuttosto è stato semplicemente richiamato il rispetto di una Legge nazionale, che altre gestioni hanno probabilmente ignorato in chiara violazione delle stesse norme istitutive del Parco e quindi della stessa volontà di coloro che hanno contribuito alla stesura della zonizzazione dell’area protetta: asserire infatti che con un atto non previsto da un chiaro iter com’è quello indicato dalla Legge 394/1991, relativo al Piano per il Parco e al Regolamento, si possa derogare a fonti di rango primario o secondario, significa ignorare le principali norme del diritto.

    Ho già avuto modo di chiarire in passato che non c’è alcuna volontà di punire i Comuni frontalieri che fruiscono abbondantemente del territorio dell’Arcipelago e quindi del Parco, ma solo con l’adozione del Piano per il Parco si potranno introdurre forme più elastiche di fruizione dell’area marina. Anche per l’adozione del Piano per il Parco e del Regolamento, che in questo momento, e già da alcuni mesi, sono in fase di stesura, bisogna rispettare un iter legislativo – purtroppo assai complesso – che coinvolge la Comunità del Parco, la Regione Sardegna e il Ministero dell’Ambiente. Il Parco ha avviato proficui rapporti sia con la Provincia di Olbia-Tempio sia con i Comuni frontalieri verso i quali non c’è alcuna volontà di esclusione ma, al contrario, di necessario coinvolgimento: rapporti di collaborazione che non possono essere inquadrati se non nell’ambito della cornice normativa esistente.

    Colgo ancora l’occasione per ribadire che come Presidente dell’Ente Parco ho sì manifestato in varie occasioni agli operatori turistici la mia volontà di consentire la fruizione di alcune aree attualmente classificate come zone MA, ma ho anche sempre affermato che ciò può avvenire solo ed esclusivamente entro le procedure ed i termini consentiti dalla legge. Nel confermare pertanto il mio impegno in tal senso, mai messo in discussione, e nella speranza di aver fornito adeguati chiarimenti sull’argomento, porgo cordiali saluti.

  4. Egregio Cliente,
    la presente per informarLa che da oltre un anno la Marina di Portisco, unitamente a vari altri operatori della zona, si è adoperata in una serie di incontri svolti in Provincia e direttamente presso la sede dell’Ente Parco di La Maddalena per riuscire ad ottenere almeno una parziale apertura delle isole di Soffi e Mortorio al turismo nautico.

    Purtroppo tutti gli sforzi profusi finora non hanno portato ai risultati sperati ed anche quest’anno, in tali aree, vi sarà il divieto assoluto di accesso.

    Nella speranza di sensibilizzare l’Ente ad un ripensamento in merito e in attesa di ulteriori azioni da intraprendere, qualora ritenesse opportuno dare un Suo diretto contributo a tale causa le alleghiamo una comunicazione da inviare al suddetto Ente.
    Confidando in un Suo positivo riscontro le inviamo i migliori saluti.
    Loredana

    Gentilissimo Presidente,

    la presente per informarLa che in data odierna mi sono recato presso gli uffici del Marina di Portisco dal quale sono stato messo a conoscenza del fatto che anche per quest’anno le Isole di Soffi e Mortorio saranno zone TA/MA, quindi con divieto assoluto di accesso.
    Desidero informarla che a dimostrazione del mio disappunto, farò il possibile per evitare il transito nel Parco di La Maddalena, privilegiando altre zone, come il vicino Parco di Tavolara sicuramente meglio organizzato e maggiormente sensibilizzato ad una tutela fruibile dell’ambiente.
    Sperando in un Suo pronto ravvedimento a tale proposito, invio distinti saluti.

  5. Gran bella lettera!
    Condivisa totalmente in ogni punto.
    Aggiungo che bisogna educare e non reprimere e vietare!

  6. Egregio Ministro Clini,
    rimango ancora in attesa di risposta e Suo intervento riguardo la mia lettera del 25 Aprile, per le eccessive restrizioni di avvicinamento alle isole prospicienti la costa del Comune di Arzachena, restrizioni palesamente discriminatori nei confronti dell’industria turistica nautica della Costa Smeralda.

    Vedere la lettera pubblicata ed i commenti significativi di vari lettori diportisti:
    http://www.apics.it/blog/?p=382

    La stagione nautica sta per iniziare quindi urge un intervento immediato a consentire la sosta delle barche ad alcune di queste isole.
    La ringrazio e porgo distinti saluti.

  7. Purtroppo, a due mesi dall’invio di questa lettera al Ministro Clini, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Si vede che in tutto il Ministero per l’Ambiente, non c’é personale sufficiente per rispondere alla nostra lettera.

  8. La stagione sta per iniziare. Si é mosso qualcosa? Qualcuno si sta occupando della vicenda? O anche stavolta andrà tutto come al solito?

  9. La ringrazio per il Suo intervento presso il Ministro Clini con un’ ottima lettera convincente. Con questa autorevole lettera, il Ministro non può non intervenire.

  10. Sono un dirigente della Commissione Europea da poco in pensione e ho letto con vivo interesse la lettera che avete indirizzato al Ministro Clini.

    Poiché ho avuto occasione di conoscerlo personalmente quando lavoravo a
    Bruxelles, e ho condiviso con lui alcuni importanti momenti di politica
    ambientale nel settore Trasporti, mi sono permesso di scrivergli due righe
    che vi trasmetto per conoscenza, nella speranza di apportare il mio
    contributo ad una battaglia (la vostra) che condivido ampiamente.
    La mia lettera al Ministro Clini:

    Caro Corrado, (omissis)
    Ho letto con estrema attenzione la lettera dell’APICS, che condivido in
    molte sue parti.

    Scusa se mi permetto di interferire sulla questione in oggetto, ma spero
    veramente tu possa trovare qualche minuto per leggere quanto segue.

    Desidero aggiungere le mie parole di sostegno alle argomentazioni, molto
    valide, dellAPICS. In realtà , in quanto residente estivo da oltre 25 anni
    di Golfo Aranci, fuori della Costa Smeralda, sono stato e continuo ad
    essere testimone di una situazione che costituisce purtroppo un ennesimo
    “classico” in negativo della gestione del patrimonio pubblico italiano.
    Il Parco della Maddalena,creato da oltre una decade, purtroppo di
    protezione ambientale ha solo la finalità ufficiale o poco più.

    Da anni ho invano chiesto che il Parco sia protetto con il sistema
    adottato in Corsica, cioé creando dei veri punti con boe di stazionamento
    , anche pagante, per EVITARE CHE MIGLIAIA DI ANCORE SIANO CALATE
    GIORNALMENTE nei punti più sensibili di isole e costa. Il Parco della
    Maddalena, purtroppo si é limitato a far pagare un diritto (giornaliero,
    settimanale, o mensile) per aver diritto ” a gettare l’ancora” in questi
    punti. In pratica la filosofia dell’ente parco é: ” se paghi e getti
    l’ancora NON INQUINI!! “.

    Questa attività certamente non condivisibile sul piano etico e funzionale
    é continuata per anni. Ultimamente però l’ENTE gha fatto peggio!

    Non essendo stato in grado ( o non avendo voluto) di fornire un servizio
    di qualità veramente di protezione ambientale come in Corsica, i genialoni
    del Parco hanno deciso di VIETARE l’ormeggio !! Ovviamente , come
    giustamente dice l’APICS, solo dove non si danneggiano, o ancor meglio si
    favoriscono gli interessi di alcuni (per es. compagnie private di
    battelli per servizi turistici della Maddalena e dintorni) .

    Purtroppo sul piano ambientale le conseguenze negative di tali decisioni
    non si limitano a quelle descritte dall’APICS. Infatti, sono centinaia e
    centinaia le imbarcazioni da diporto che ogni giorno, dall’estate scorsa ,
    si spostano verso le coste di Golfo Aranci, Capo Coda Cavallo, Tavolara ,
    Molara, S. Teodoro, trasformando un altro paradiso in un immenso parco di
    ormeggio.

    Il Parco di La Maddalena deve essere totalmente ripensato da esperti
    COMPETENTI, PRIVI di INTERESSI particolari locali , e senza inventar la
    ruota, copiando con intelligenza la soluzione adottata in Corsica, i cui
    risultati sono sotto gli occhi di tutti: Le isole di Lavezzi, di Cavallo,
    per citare solo due esempi appena al di là delle Bocche di Bonifacio, sono
    un paradiso per pesci, flora marina, subacquei e diportisti !!

    Spero sinceramente che un tuo intervento autorevole possa contribuire
    fattivamente a eliminare una delle tante distorsioni italiche di ENTI
    INUTILI (così come applicati ) dando al Parco una vera vocazione a favore
    della PROTEZIONE AMBIENTALE.
    Un caro saluto

    Roberto (Salvarani)

  11. Solo una parola: VERGOGNA. Si meritano gli sporcaccioni e il turismo da settimana tutto compreso.!

  12. E’ avvilente constatare come persista la scelta di proibire ciò che invece dovrebbe essere governato e regolamentato. Permane la ricerca del potere di vietare, ma soprattutto DISFARE, da cui nascono eccezioni, privilegi, interessi privati, fino ad arrivare alla corruzione. Non importa se a danno dello sviluppo economico, culturale e ambientale. E’ incredibile che si pensi di proteggere l’arcipelago della Maddalena e l’ambiente favorendo la concentrazione delle imbarcazioni ormeggiate ben più a sud.
    Ma forse gli “esperti” hanno già messo in conto la fuga di barche e armatori, con i loro ospiti, marinai, fornitori e dei loro consumi, da cui deriveranno allo stato minori entrate e alla comunità locale un ulteriore decadimento. E’ questo la loro concezione di “protezione” dell’ambiente e l’asfissia della Gallura e della Sardegna? Complimenti.
    Che poi, il ministro “tecnico” dell’ambiente non si degni di rispondere ad una segnalazione così dettagliata, precisa e costruttiva, non solo fa cadere le braccia ma induce a considerazioni ben più negative e pessimistiche sul futuro del nostro Paese.

  13. nel nostro paese continuano le cose incredibili, assurde, ingiuste e dannose! non oso immaginare se tutto il traffico diportistico, avendo escluso l’ancoraggio in buona parte dei ridossi, si traferisce intorno alla maddalena, cosa possa accadere!! credo di poterlo intuire, almeno io farei così: tutti, o quasi in corsica, francia, spagna o dove i gabbiani non nidificano!
    non basta quello che si sopporta nell’avere una barca: si viene considerati nemici della patria, vessati inquisiti controllati ( e posso continuare) ed ora non si sa dove andare a fare il bagno.
    capisco che questo è uno sfogo non una ragione ma almeno questo lasciatecelo!
    credo sia ora di appendere la barca al chiodo così tutti in spiaggia, nei parcheggi delle auto e parecchie maestranze in cassa integrazione o in corteo da qualche parte.