AZIONI DI RESPONSABILITA’? CLASS ACTION? O ANCHE DENUNCE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA?

Di Giancarlo Perini ©

E’ bastato un primo sguardo alla documentazione consegnata dal Consorzio Costa Smeralda ai nostri “revisori” per capire che l’abisso di forzature, irregolarità, negligenze, distrazioni e violazioni della lettera o dello spirito dello Statuto fondativo del Consorzio Costa Smeralda porteranno a un conflitto duro e duraturo fra “i padroni” del Consorzio e quei consorziati (o loro raggruppamenti) che avendo raggiunto il punto di saturazione (dopo tanti anni di paziente attesa e infinita tolleranza) hanno deciso di dire basta.

Le esperienze fatte in questi anni da molti consorziati nei meandri di norme e interpretazioni da azzeccagarbugli (i cui devastanti costi sono comunque tutti a loro carico) rendono necessario procedere con estrema cura e puntare al cuore dei problemi. Sarà un lavoro metodico che richiederà una precisione chirurgica e azioni concentrate. Meglio se preventivamente concertate da piccoli o grandi gruppi di consorziati. Si tratterà di scegliere tra azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori, per come hanno operato nel Consorzio e per come il CdA ha mancato di sorvegliare l’operato dei loro mandatari nella Servizi Consortili (loro stessi, per almeno i quattro quinti visto che il saggio Consorziato Mentasti ha preferito non farsi coinvolgere). Fino a valutare l’operato del Comitato di Architettura (anch’esso spesso e stranamente distratto) così come quello delle società di auditing che si sono alternate nei diversi anni nella verifica della gestione contabile, amministrativa e fiscale della fantomatica “Organizzazione Consortile”.

Saranno altresì valutate serie ipotesi di Class Action che saranno proposte alle associazioni di consorziati già presenti o che andranno a formarsi tra i quasi quattro mila consorziati. Non sono certo da escludere ipotesi di “mala gestio” al limite della legalità. Ed è evidente che qualora questo limite fosse stato oltrepassato s’imporranno scelte molto difficili.

Si dovrà arrivare davvero a tanto? I consorziati continuano ad augurarsi che si trovi in tempi rapidissimi un accordo serio e destinato a durare nel tempo, capace di risolvere i macroscopici conflitti d’interesse tra i detentori delle quote di maggioranza relativa, (manifestamente “padroni” di ogni assemblea e di ogni elezione) e i consorziati; per poi arrivare a risolvere conflitti d’interesse molto più gravosi sul piano dei rapporti con gli enti pubblici e altre amministrazioni che continuano a confondere il Consorzio Costa Smeralda con le società di capitali che ne detengono la maggioranza relativa (inferiore al 25%) ma si considerano i padroni della Costa Smeralda.

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