Giornalismo e Marchette. Licenziamento a mezzo stampa.

Di Giancarlo Perini © (www.giancarloperini.com)
Questa è una delle novità della corrente stagione estiva tra Cagliari e Porto Cervo. I turisti sono pochi ma la confusione tra informazione, pettegolezzi e marchette abbonda. Certo non poteva passare inosservata l’intera pagina dedicata al vice-presidente del Consorzio Costa Smeralda, Mariano Pasqualone, pubblicata lo scorso primo agosto da L’Unione Sarda.
Se a settembre i fatti fossero confermati i Consorziati avrebbero una preoccupazione in più: quella della più totale mancanza di stile e di fair-play dei “nuovi padroni” della Costa Smeralda. Nessuna società internazionale e nessuna Casa Reale licenzia un suo collaboratore “a mezzo stampa” tanto brutalmente ma lo lascia al suo posto ancora due o tre mesi.
Per questo la notizia ci ha sorpreso da una parte e fatto sorridere dall’altra.

Chi conosce i burattinai ed i burattini che ruotano attorno al vituperato marchio della Costa Smeralda ha capito tutto e subito da chi e da dove veniva la polpetta avvelenata.
Come è noto, il signor Pasqualone è una delle più forti “controparti” dei Consorziati e certo non gode del nostro supporto. Tuttavia chi spende il proprio denaro per comprare “informazione” vorrebbe ricevere in cambio merce di buona qualità, notizie certificate di fatti veri, non racconti riferiti da fonti in conflitto di interesse con dovizia di dettagli impossibili da verificare. Si può fare letteratura sui pettegolezzi alimentati da lotte intestine, ma allora non si fa giornalismo ma prosa. Si scrive un romanzo.
Di quanto scrive oggi l’Unione Sarda, a pagina 43, più che le precisazioni del legale di Mariano Pasqualone, ci stupisce la risposta del giornalista m.o. «Confermo per intero la cronaca che ho fatto.» Cosa significa? E’ chiaro che la cronaca che ha fatto non può che essere confermata. E’ nero su bianco in parecchie migliaia di copie stampate e vendute. Ciò che dovrebbe confermare sono i fatti che ha riferito (magari citando fonti qualificate) e che, a sentire Pasqualone, non corrisponderebbero a verità. Ecco, il punto sta nell’uso del condizionale. La notizia riportata da m.o. ne è piena. Rileggiamo: «Chi va a Doha perde la poltrona. Ne sa qualcosa Mariano Pasqualone, amministratore delegato Sardegna Resorts, l’impero del lusso da due anni di proprietà della Qatar Holding. Il manager smeraldino due settimane fa è stato convocato nella sede centrale di Doha: sarebbe rientrato a casa con un benservito. Dai primi di settembre, in attesa della ratifica formale del consiglio di amministrazione, dovrebbe lasciare il comando di tutte le società che gestiscono alberghi cinque stelle, campo da golf, Marina e i terreni su cui dovrebbe nascere la nuova Costa Smeralda. Voci ormai insistenti danno per certo il terremoto ai vertici delle società smeraldine che arriva dopo due anni e mezzo di tribolazioni, veti, scontri interni al management di piazzetta Cervo.»
Come sempre c’è del vero (l’incontro a Doha e gli scontri interni al management) e leggendo il resto dell’articolo si intuisce che la fonte è bene informata, troppo bene informata per essere disinteressata. Tanto che sarebbe stato bello leggere qualche virgolettato, e sapere se prima della pubblicazione l’interessato è stato contattato per sentire la sua campana, come è doveroso fare in questi casi. Pasqualone non si è fatto trovare? Non era raggiungibile? Non aveva niente da dire. Bene lo si deve scrivere.
Noi non sappiamo come sono andate le cose ma ora abbiamo ragione di credere che una delle due fonti non è credibile. Ci piacerebbe sapere se dobbiamo ancora comprare i giornali (questo o un altro) o porci altre inquietanti domande su chi amministra il Consorzio della Costa Smeralda.

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