Costa Smeralda: Lo scandalo della Pevero Golf Srl.

di Giancarlo Perini (c)

Chissà quanti consorziati hanno un’idea delle quote pagate dalla Pevero Golf Srl per i suoi 75 ettari di terreni inedificati?

Tenetevi forti e preparatevi una bella camomilla perché stiamo per svelarvelo: Euro 4490,45 IVA compresa.

Si proprio così quattromilaquattrocentonovanta e 45 centesimi.

Quei bei prati verdi, curati con grande cura valgono praticamente niente, tanto che per 66,9 ettari si applica il coefficiente più basso possibile, in altre parole lo 0,082 mentre agli altri 7,7 ettari scarsi si applica quello di 0,574.

In teoria tutto potrebbe essere perfettamente lecito e spiegato dalle tabelle milionesimali applicate se si verificassero due condizioni essenziali.

Se si sapesse con quali criteri e in conformità a quali parametri valori e coefficienti sono calcolate le quote milionesimali. Cosa finora risultata impossibile nonostante le nostre precise richieste al Consiglio di Amministrazione e alla direzione del consorzio. Soprattutto se nello statuto dell’associazione/condominio non fosse chiaramente stipulato e scritto, all’articolo 7, quanto segue:

«La ripartizione tra i partecipanti delle spese ed oneri del Consorzio, ivi comprese quelle relative ad eventuali lavori di interesse generale o comune, è proporzionale al valore degli immobili sulla base della caratura in milionesimi. La suddetta caratura globale verrà frazionata a cura del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, secondo il criterio del buon padre di famiglia, tenendo comunque conto della superficie degli immobili e, per quanto riguarda i terreni, della relativa edificabilità, nel momento in cui riterrà esistenti le condizioni per la detta ripartizione, sulla base della caratura in milionesimi.»

Ora basterà togliersi l’anello dal naso e ragionare da “buon padre di famiglia” per convenire che il valore dei terreni “edificati” secondo la particolare destinazione d’uso di un campo da Golf per la produzione di un servizio pagato sontuosamente è ben diverso da terreni incolti e inedificabili. Il buon senso indurrebbe qualsiasi onesto padre di famiglia ad applicare alla “pertinenza” il coefficiente previsto per i complessi commerciali ovvero il valore di 30. Le ripercussioni sul riparto delle spese a carico di Sardegna Resorts e a vantaggio di tutti i consorziati sarebbero molto rilevanti.

Che ci sia molto da verificare e ragionare attorno alla determinazione delle carature e dei riparti delle spese diventa ancora più evidente se si fanno due semplici considerazioni sull’incremento di valore della società cedute da Colony Capital alla Qatar Holding Smeralda Investment srl. Il loro prezzo di scambio è quasi raddoppiato nel periodo 2003-2012 mentre la stragrande maggioranza delle proprietà in Costa Smeralda ha perso valore, anche in conseguenza della devastante e coloniale amministrazione del consorzio dominata dai consiglieri di amministrazione nominati dai proprietari di società quali: Pevero Golf, Land Holding, Porto Cervo Marina, Sardegna Resorts, Cantieri Porto Cervo.

Il dubbio che “interpretazioni così favorevoli” circa il valore delle loro proprietà ai fini delle carature e delle quote non può che essere molto forte.

Che ci sia un manifesto conflitto d’interesse a danno dei consorziati, assolutamente non rappresentati nel C.d.A. e assolutamente disinformati è evidente. Così come è evidente che si impongono subito una seria revisione delle carature milionesimali applicate finora e una nuova e più chiara definizione di nuove carature alla luce di quel “valore degli immobili” così chiaramente indicato dallo statuto.

 

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