Lo scandalo si estende sempre più

Dopo il Pevero Golf lo scandalo si estende dalla Piazzetta del Cervo fino agli Alberghi ed alle Case del Personale.       Di Giancarlo Perini ©

E’ risaputo che il presidente del Consorzio ama prendere la gente per certe parti. Non si contano gli episodi e le vittime. Sono sempre più numerosi quelli che lo cercano presso gli uffici della piazzetta nella speranza di pareggiare i loro conti.

Inevitabile che tocchi anche a noi esserne vittime. Nel nostro caso tuttavia egli non è solo. A darli manforte sono i suoi colleghi nei consigli di amministrazione (da noi lautamente retribuiti) e dallo stuolo di avvocati da noi generosamente pagati. Così malgrado una chiara sentenza del tribunale continuano a rifiutarci documenti essenziali che dimostrano come la gestione del consorzio sia altamente dannosa e iniqua nei confronti della maggioranza (non rappresentata in assemblea) dei consorziati.

Le recenti considerazioni a proposito delle ridicole quote pagate dal “Padrone” del Consorzio per il suo modesto campetto da Golf sono solo la punta dell’iceberg. I gestori dei negozi si chiedono perché alla loro proprietà si applica un coefficiente che è quasi il triplo di quanto paga un albergo di lusso, pur essendo gli uni e gli altri imprenditori. Così come appare truffaldina l’attribuzione di un coefficiente pari a 30 per le “case del personale” rispetto a quello pari a 100 per le case dei privati. Forse che qualora fossero vendute le case del personale varrebbero il 30% della altre?

Naturalmente se è nostro interesse a che la carature rispettino le regole indicate dallo Staturo e riflettano il valore delle proprietà, non è di nostra competenze discutere i criteri con quali le carature sono determinate e quali debbano essere i parametri di valutazione dei patrimoni.

Così da una parte abbiamo chiesto e richiesto ancora e ancora di ricevere il prospetto di riparto delle spese Consortili (tutte) degli ultimi anni, in un formato che ne permetta l’analisi con le moderne tecnologie e finalmente, oggi, avremmo dovuto avere accesso ai documenti che potrebbero farci capire come la società REAG di Milano ha rilevato le proprietà, con quali criteri ha determinato valori, e tutto il resto.

Ebbene ancora una volta siamo stati presi per i fondelli. Il nostro direttore generale Manca non è stato autorizzato a consegnarci alcun documento, ma ci ha dedicato (o sottratto) un’ora e mezza per leggerci un documento di carattere generale che definire aria fritta potrebbe sembrare troppo generoso. A Manca il Consiglio di Amministrazione ha imposto di darci solo quei documenti espressi indicati dalla sentenza, quelli da noi espressamente richiesti senza tener conto degli articoli 1703 e 1713 richiamati dalla sentenza, di cui pubblichiamo a parte un estratto, e della chiara attestazione del giudice che….

..dall’applicabilità della disciplina del mandato discendono gli obblighi gravanti sul mandatario, (nota: il Consiglio d’Amministrazione, il presidente e il collegio dei revisori dei conti) tra i quali vi è, ai sensi dell’art. 1713 c.c., quello di rimettere al mandante (il signor consorziato) tutto ciò che ha ricevuto a causa del mandato, fornendo tutti gli elementi di fatto sulle modalità di esecuzione dell’incarico in quanto utili per la valutazione dell’operato del mandatario stesso, in relazione ai fini perseguiti, ai risultati raggiunti ed ai criteri di buona amministrazione e di condotta prescritti dagli artt. 1710 e 1176 cod. civ. (in tal senso Cass. Civ. Sez. II, sent. n. 7592 del 30-08-1994)…..

Per completezza aggiungiamo questa Citazione dalla sentenza emessa dal Giudice dott. Paola Irene Calastri in data 8 maggio 2014 (R.C. 200787/2012). Tra Giancarlo Perini, attore e Consorzio Costa Smeralda, convenuto.

..Si configura pertanto, in capo al Consiglio di Amministrazione direttamente nominato dai consorziati, una serie di obblighi a compiere, nell’interesse e per conto del Consorzio -e per l’effetto dei consorziati-, plurimi atti giuridici – principalmente legati al profilo di realità del Consorzio medesimo- tali da generare uno schema contrattuale sussumibile nella nozione di cui all’art. 1703 c.c..

Ma c’è di più, il dottor Manca non è neppure autorizzato a darci quei documenti espressamente citati nella sentenza. Infatti non ci ha mai fornito quella prevista dalla sentenza (la relazione presentato al Consorzio) e in entrambi i casi non ci consegnato gli ultimi 6 allegati , facenti parte integrale della relazione che dettagliamo in un altro articolo, facenti parte integrale della relazione, con argomentazioni talmente pretestuose e infondate che vi risparmiamo per rispetto nei nostri e vostri confronti.

Cosa fare a questo, ci chiediamo e vi chiediamo. Arrenderci, continuare il balletto o piuttosto avviare poche ma incisive e vincenti azioni legali? O semplicemente uscire dal Consorzio e dire a tutti bye-bye!!!? Non ci crederete forse ma anche questa è una opzione concreta. E’ a questo punto che vogliono portarci? Va bene. Ma poi non vengano a dirci che vogliano distruggere il Consorzio.

Ben sappiamo che il mercante vende la proprio stoffa. Non ha altro da fare, lui. Invece noi abbiamo molte cose più interessanti e gratificanti che non difenderci da questa costosa casta che campa in costa.

 

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