SENTENZE COSTOSE PER I CONSORZIATI. ARRIVEREMO ANCHE NOI AL MILIONE? IL Rag. Marcialis ci rassicura

Di Giancarlo Perini.

La notizia della scorsa settimana a proposito del pagamento di un milione di euro a favore di una dipendente del Comune di Olbia, arbitrariamente esautorata dal Sindaco nel 2002 e reintegrata nel 2011, ci ha ricordato che anche al nostro Consorzio è costato ben più di mezzo milione di euro l’isterico e immotivato licenziamento del Comandante Testoni, prevedibilmente reintegrato, e la conseguente assunzione di un nuovo Comandante delle Guardie Giurate (come dimenticare il dottor Gatti e la vicenda Jaguarao?). Grazie al nostro amabile presidente Renzo Persico.

In attesa di sapere come andrà a finire (e quanto ci costerà) il pasticcio orchestrato dagli amici del giaguaro con la Jaguarao, ci siamo chiesti come finirà il contenzioso tra la nostra Servizi Consortili Costa Smeralda Spa e un gruppo di guardie giurate che – secondo fonti vicine alla vicenda – potrebbe costare altri 500.000 euro (circa). Naturalmente a carico dei consorziati, è ovvio.

Ne abbiamo parlato con il  ragionier Massimo Marcialis, direttore amministrativo e capo del personale della Servizi Consortili. Marcialis è sereno e ci rassicura: «Le voci a proposito di azioni penali e decreti ingiuntivi a danno della società e dei suoi amministratori sono prive di fondamento.»

Più fonti parlano di un ulteriore costo (a carico dei consorziati, ovviamente) di circa 500.000 euro ma Marcialis ridefinisce il perimetro della questione e chiarisce.

La questione si riferisce a sette sentenze (su sette) a favore di altrettante guardie giurate costrette a rivolgersi al magistrato per far valere le loro ragioni.

Più fonti parlano di un ulteriore costo (a carico dei consorziati, ovviamente) di circa 500.000 euro ma Marcialis ridefinisce il perimetro della questione e chiarisce.
Il Consorzio non ha mai licenziato alcuna delle guardie interessate ma alcune di loro, avendo maturato il diritto al passaggio a un contratto a tempo indeterminato, hanno chiesto alla società di adeguarsi alla legislazione in materia. Cosa che la SCCS ha rifiutato di fare, costringendo i suoi dipendenti di agire legalmente. Inoltre ha cessato il rapporto di lavoro, vista la nuova situazione. Come previsto, il giudice del lavoro ha sentenziato per il rispetto della legge e disposto per l’assunzione dei sette con contratto a tempo indeterminato, riconoscendo “un risarcimento pari a sei mensilità”, afferma Marcialis che aggiunge: in cinque casi l’accordo per un contratto “part-time-verticale” (altro modo per dire stagionale) è già stato raggiunto e gli interessati entreranno in servizio appena in possesso della necessaria certificazione prefettizia.

Restano ancora due casi da risolvere ma comunque “l’indennizzo non sarà superiore a quello relativo a sei mensilità e in ogni caso il fatturato che conseguiremo quest’anno dalla gestione del servizio di vigilanza (da 1,41 si passa a 1,491 milioni di euro) copre già la maggiore spesa.
Restiamo in attesa di sapere cosa deciderà la magistratura a proposito dei decreti ingiuntivi richiesti dai dipendenti e del costo effettivo di questa discutibile policy aziendale nei confronti dei suoi dipendenti.

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