Risultati Assemblea Consorzio Costa Smeralda 2015

Come facilmente prevedibile e previsto, i veri Consorziati in Costa Smeralda sono usciti annichiliti dalla votazione dell’assemblea del Consiglio di Amministrazione che detiene il totale controllo del Consorzio.

Un altro volto bulgaro espresso dai legali rappresentanti delle società passate in proprietà agli emiri del Qatar: Sardegna Resorts,Land Holding a Pevero Golf Club, che inevitabilmente hannoeletti se stessi, sostituendo i dimissionari Morri e Daddi con Franco Mulas e Mario Ferraro, come anticipato dai mezzi di informazione.

E’ stato lo stesso pluri-amministratore delegato Pasqualone ha dichiarare in assemblea che una lista di candidati non era necessaria e che i consiglio di amministrazione delle società che rappresenta gli avevano dato un chiaro mandato sui consiglieri da votare.

Cosi sono stati votati due distinti blocchi, quello delle società del Qatar, e quello dei singoli proprietari nel Consorzio, con l’eccezione del Consorziato Renato Azara che ha raccolto un significativoconsenso di oltre 3 milioni di voti, accreditabili a Persico. Azara, secondo il calcolo dei voti, sembrerebbe stato votato da Persico, con i voti della società di Carraro da lui rappresentato.

Come sempre il risultato delle votazione è stato l’esatto opposto della rappresentanza. Con il 20% dei voti del Consorzio “Le Società” pienamente rappresentate in assemblea hanno sovrastato il voto di singoli consorziati, che rappresentano circa l’80% del Consorzio ma con una rappresentanza in aula al momento della votazione del 2,5 %.

 Non è stata un’assemblea facile e numerose sono state le lamentele espresse come ogni anno, e in un paio di occasioni la tensione è schizzata alle stelle. Dapprima quando il Giancarlo Perini ha chiesto che la regola imposta per le presenze in assemblea valesse per tutti e non solo per i due avvocati che lo accompagnavo.  E poi Mariano Pasqualone si è opposto alla richiesta del Perini (respinta) di accedere alle deleghe e agli atti formali relativi all’assemblea stessa.

 Per il resto “l’assemblea si è svolta secondo il consueto copione, blindata fin dal primo minuto per contenere il dissenso in un minuetto di buone forme.

Ai consorziati sono stati concessi non più di tre minuti e molti di loro sono stati costretti a lasciare il loro contributo scritto per l’inserimento nel verbale dell’assemblea che probabilmente saràdistribuito fra undici mesi, secondo tradizione, e dunquedimenticato.

 L’intervento più qualificato e apprezzato è stato quello dell’Architetto Satta che ha riformulato le sue articolate proposte per la RINASCITA della Costa Smeralda anticipate dal suo intervento al Convegno dell’APICS di pochi giorni fa.

 Tra l’altro egli ha suggerito «….ai Signori del Qatar di prendere quanto prima in mano la situazione della Costa Smeralda e di cambiare totalmente la filosofia attuale del Consorzio per tornare a quella originaria quando i soci fondatori, pur forti del voto sestuplo, ascoltavano e coinvolgevano noi piccoli consorziati con reciproco vantaggio e soddisfazione.

Filosofia che è stata alla base dello sviluppo, del successo, della fama conseguiti dalla Costa Smeralda a livello internazionale nei primi quarant’anni della sua storia.»

Satta ha anche affermato che «nonostante i danni all’immagine e alla credibilità della Costa Smeralda degli scorsi 13 anni, ci sono ancora ottimi margini di sviluppo se venisse aggiornato e completato il disegno iniziale per uno sviluppo turistico integrato che coinvolga tutti i settori dell’economia locale con importanti ricadute positive oltre che sulla Costa Smeralda, anche sul più vasto territorio di cui la Costa Smeralda fa parte, tramite la realizzazione di nuove ville immerse nella natura, la realizzazione di nuovi alberghi di alta qualità, la realizzazione di nuovi campi da golf e di tante altre strutture e infrastrutture legate allo sport, alla salute e al benessere, allo svago e alla cultura.

 Soprattutto ha sottolineato che «Per riuscire in questo intento, è fondamentale che i Signori del Qatar non commettano gli stessi errori commessi negli scorsi 13 anni da chi li ha preceduti.

E’ infatti sufficiente: rispettare le leggi; rispettare l’ambiente ed il paesaggio; rispettare la cultura e la tradizione della Costa Smeralda; dotare la Costa di moderne infrastrutture”.

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