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14 thoughts on “Scrivi

  1. Considerata la quantità di soldi che gli diamo, correggo: che ci prendono per darglieli, è mai possibile che questo grande personaggio le cui qualità sono ignote a tanti ma proprio tanti, non abbia una segretaria per dirle magari mentre la incrocia in ufficio che deve ricordargli di rispondere ad un consorziato?

    Ma quali importanti strategie partorisce la sua mente ogni giorno ed è possibile che siano cosi tanto profonde, importanti che nessuno di noi le capisca? Quali vantaggi ne hanno i consorziati? – esclusi quei pochi che li hanno sembra per diritto. La stessa osservazione vale anche per il direttore generale del Consorzio. E poi, voglio aggiungere, questi personaggi, con tutte le parcelle che ci fanno pagare, è possibile che non riescano ad avere due secondi, non dico per rispondere, visto gli impegni, ma per trasmettergli le nostre lettere di richiesta che ricevono e fare rispondere a loro.

    Come già detto la loro professionalità e puntualità si evidenzia solo ed esclusivamente quando chiedono i soldi. Stanno arrivando le loro raccomandate senza un minimo di dignità nel ricordarsi che molti, prima delle raccomandate stanno aspettando risposte.

    Il consorzio ormai è un carrozzone senza guida e con tante bende sugli occhi, il loro impegno quotidiano è solo alla tutela di alcuni pochi che si trovano dei “professionisti ” super pagati da altri. Ecco da dove deriva la loro arroganza. Avevo già detto in precedenza che si girano le cariche e sono sempre loro a fare il bello e brutto tempo e noi sudditi obbediamo.

    Abbiamo un sistema per defenestrarli e chi lo vuole conoscere me lo chieda ed io lo comunicherò. Saluti a tutti e reagiamo. Valter Verdicchi

    P.S. autorizzo a trasmettere la mia mail – valter@verdicchi.it -qualora fosse possibile, per ricevere le richieste per defenestrarli.

  2. CASO VIGILANTES LICENZIATI, ECCO I CONTRATTI: PARLANO CHIARO.

    I documenti che potete visionare in questo post sono alcuni articoli dei contratti di lavoro sottoscritti nel 2010 da sette dipendenti stagionali del servizio di vigilanza della Costa Smeralda, quelli oggi all’attenzione del giudice del lavoro cui gli interessati si
    sono rivolti per chiedere che gli accordi firmati vengano onorati. Per farla breve, le guardie giurate chiedono la stabilizzazione: gli articoli del contratto riguardano proprio questo aspetto. Ma, in attesa che venga emessa la sentenza, il Consorzio ha fatto loro sapere che il lavoro per
    l’estate 2013 possono scordarselo, causa la cessazione del rapporto di fiducia tra le parti.

    Il caso è stato sollevato attraverso questo blog e poi è rimbalzato su La Nuova Sardegna ma – contrariamente a quanto accaduto per gli stagionali del Camping Isuledda che rischiavano di essere soppiantati da forza lavoro arrivata dall’est – una vera trattativa per giungere ad una risoluzione del caso sembra non essere stata mai avviata e prese di posizione ufficiali da parte dell’amministrazione comunale di Arzachena sono sinora mancate, benché le guardie giurate ne abbiano chiesto il sostegno. Tanto è vero che alcuni tra questi dipendenti sono già andati alla ricerca di un lavoro alternativo. Il contratto dice testualmente che “l’azienda si impegna a stabilizzare, coerentemente con l’andamento del mercato del lavoro nello specifico settore, entro due anni il rapporto di lavoro di dieci dipendenti con contratti di lavoro full time dando precedenza ai lavoratori con maggiore anzianità di servizio”. L’andamento del mercato del lavoro nel comparto sicurezza, come hanno confermato i dirigenti del Consorzio, è eccellente, dunque questa condizione sembra affermata. E anche se la formula è nel complesso fumosa, perché in una postilla si aggiunge che la stabilizzazione sarebbe stata immediata se la Regione avesse riconosciuto contributi per queste assunzioni, sull’impegno a stabilizzare i dipendenti garantito dall’azienda pare non esistano dubbi. Non resta che attendere se il giudice la vedrà allo stesso modo.

    http://francescogiorgioni.blogspot.it/2013/04/caso-vigilantes-licenziati-ecco-i.html

  3. CASO VIGILANTES, DA PORTO CERVO MANDANO EMISSARI. MA IO COSA C’ENTRO?

    Mi giunge notizia, attraverso comuni conoscenze, che i vertici del Consorzio Costa Smeralda vogliano incontrarmi per spiegarmi come stiano esattamente le cose sulla questione dei sette vigilantes cui è stata negata l’assunzione, vicenda sulla quale ho scritto due post in questi ultimi giorni. Scusate: e io cosa c’entro?
    Se c’è qualcuno che dovrebbe meritare delle spiegazioni, sono questi sette ragazzi (con ultradecennale anzianità di servizio) rimasti senza lavoro e neppure degnati di una comunicazione ufficiale. Come sappiamo, del mancato rinnovo del contratto si è saputo attraverso una comunicazione verbale da parte del dirigente Mariano Pasqualone, avvenuta nel corso di una riunione sindacale.
    Però, secondo loro, le spiegazioni dovrebbero darle a me, invece che agli interessati. In questo paese, sembra che la risoluzione delle controversie avvenga convincendo il giornalista che la controversia non esiste.
    Forse dovrei sentirmi onorato di tanta attenzione, io piccolo blogger e modesto giornalista? Francamente il caso mi pare un altro, e sarebbe questo: perché non si riesce a trovare una soluzione per un problema che è molto più sostanziale di quanto si pensi. Come possiamo credere, infatti, che i nuovi investimenti in arrivo siano forieri di ricadute e lavoro per il territorio se non si riesce di salvaguardare neppure sette impieghi stagionali?
    In ultimo, mi sarei aspettato una presa di posizione più netta da parte dell’amministrazione comunale di Arzachena sulla difesa di quei posti di lavoro. Vero è che non necessariamente chi lavora per una causa altrui rende pubblico il proprio impegno. Non ci resta che sperare che sia davvero così.
    Quanto all’incontro, cari amici del Consorzio, facciamo in modo che sia non a due ma a nove: io, voi e le sette guardie giurate cui avete tolto il lavoro per la prossima estate. Dopodiché, io scrivero un post per annunciare che tutto è finito felicemente e le divise sono state restituite a chi, da anni, le bagna col sudore del proprio onesto lavoro.

  4. LO SFOGO DI UNO DEI DIPENDENTI TAGLIATI DAL CONSORZIO COSTA SMERALDA

    Nei giorni scorsi ho pubblicato la notizia dei sette addetti stagionali alla vigilanza che il Consorzio Costa Smeralda non intende assumere per la prossima stagione estiva. Come già spiegato, uno di loro ha oltre vent’anni di servizio alle spalle e anche tutti gli altri hanno una lunga esperienza. I dirigenti del Consorzio hanno scelto il pugno duro sostenendo che il rapporto tra azienda e lavoratori fosse pregiudicato da una causa di lavoro promossa da questi ultimi per ottenere la stabilizzazione loro garantita in un precedente contratto di assunzione.
    Il fatto, benché ignorato dalla stampa, è presto diventato caso politico e ha visto l’interessamento del sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda, che ha promesso un’azione incisiva per risolvere positivamente la questione. Nell’attesa che ciò avvenga, riporto lo sfogo su un gruppo Facebook di uno degli esclusi. Vi consiglio di leggerlo, per comprendere più di quanto non possano spiegare le mie parole delusione e amarezza di questi lavoratori.

    Vorrei commentare questa notizia scaturita da una riunione tra l’azienda e i sindacati, riferitaci da una persona presente, dato che non c’è neanche la correttezza di comunicare le notizie ai diretti interessati. Le persone in questione che lavorano ormai da tanti anni in quest’azienda, hanno cercato solo di tutelare i loro diritti, visto che nel contratto integrativo stipulato tra la stessa azienda e i sindacati al termine dei due anni stabiliti, dovevano essere stabilizzati, ma il giorno della scadenza del contratto sono stati mandati a casa sensa tanti complimenti. Quando queste persone durante tutti questi anni sono servite a fare tutti i più svariati servizi, quantità industriali di straordinari, anche con orari che solo a quantificarli farebbero venire i brividi, con contratti nazionali e aziendali scaduti da anni, sensa mai ottenere un euro di stipendio di aumento, mentre ad alcuni dirigenti venivano corrisposti aumenti anche di 5000 euro su stipendi che superavano anche i 100.000 euro grazie al fatturato fatto dal sacrificio di tutti i lavoratori, che si permettono in tempi in cui sbandiera tanto il risparmio di andare in giro con le auto avute dall’azienda – non stiamo parlando di macchinette – e di rimborsi di 600 euro di benzina al mese. E questi sono solo alcuni esempi: prima di dire che queste persone sono contro l’azienda, dovrebbero pensarci bene e farsi un esame di coscienza, se ne hanno, anche perché uno dei dirigenti presenti alla riunione che ha avallato questo stato di fatto, se non ricordo male ha fatto ricorso agli avvocati facendo causa all’ azienda solo qualche anno fa, quando era stato sbattuto fuori in quattro e quattr’otto. Ma evidentemente in questo mondo la meritocrazia e l’onestà sono ormai un optional, ma per fortuna esiste ancora la giustizia, e speriamo che almeno il giudice ci conceda quello che crediamo ci spetti: il nostro lavoro. Approfitto per ringraziare tutti i colleghi e tutte le persone e le istituzioni che ci sono state vicine, sperando che la nostra posizione possa essere di esempio per tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni, e che gli dia la forza di far valere i propri diritti.

  5. Sette dipendenti stagionali dell’istituto di vigilanza della Costa Smeralda dovranno cercarsi un altro lavoro, per la prossima estate. Uno di loro indossava la divisa dal 1992, un altro da quindici anni e i restanti hanno alle spalle una lunga esperienza e una provata fedeltà all’azienda. Cosa è successo? Un apparentemente banale episodio, di cui i giornali difficilmente vi parleranno. Invece significativo di un clima diventato molto ostile verso le tutele sindacali, anche in un periodo in cui i vertici della Costa avrebbero tutto l’interesse a garantire una pace sociale: si tratta nuovo cemento e bisognerebbe avere l’accortezza di non farsi nemici. La vicenda è già diventata caso politico e la sua evoluzione servirà a misurare la capacità dell’amministrazione di Arzachena – chiamata ad intervenire per tutelare i lavoratori – di trattare su un piano paritetico e senza soggezione con i dirigenti di un condominio cui, da sempre, si riconosce un rango istituzionale.
    La mancata riassunzione di questi sette lavoratori è stata comunicata verbalmente nei giorni scorsi durante una riunione sindacale dal dirigente del Consorzio Costa Smeralda Mariano Pasqualone, che è anche il responsabile del settore vigilanza. Motivazione, la cessazione del rapporto fiduciario con l’azienda. Perché? Perché i sette, alcuni anni fa, avevano sottoscritto un contratto biennale full time che impegnava il Consorzio alla loro assunzione in pianta stabile alla fine del periodo di occupazione in questione. Invece, secondo quanto sostengono gli interessati, quella promessa sarebbe rimasta tale, anche per l’allontanamento dell’allora comandante Claudio Gatti. Tanto che tutti hanno promosso un’azione legale presso il giudice del lavoro, il cui pronunciamento è atteso tra giugno e settembre. Nonostante la controversia, gli stagionali hanno continuato a lavorare regolarmente fino allo scorso anno.
    Nei giorni scorsi la doccia fredda. Subito dopo avere comunicato un soddisfacente aumento dei fatturati nella scorsa stagione, i vertici del Consorzio hanno annunciato il taglio. A meno che non sia il giudice a disporre diversamente, sancendo l’asserito diritto alla stabilizzazione previsto in quel contratto.
    Oltre a decidere la disposizione di ville e campi da golf, nei colloqui tra sceicchi e amministrazioni locali sarebbe bene introdurre anche questi elementi di trattativa. Per capire se davvero la Sardegna potrà giovare delle ricadute regolarmente promesse ad ogni nuovo investimento proposto. E anche per scongiurare spiacevoli cessazioni del rapporto di fiducia tra comunità locale e Consorzio.

  6. Buonasera a tt. Vorrei sapere se quanto ho letto riguardo ad un regione sarda ” tax free ” dal prossimo giugno, e’ vero o no. Qualcuno ha notizie certe? Grazie a chi vorra’ rispondere.

  7. Buongiorno,

    sono una consorziata dal 1986 ed ho insieme a mio figlio l’appartamento 13 l’Oleandro proprio sopra al supermercato e, ahime’, le mie finestre affacciano sul vano dove sono ubicati i cassonetti della mondezza (differenziata e non). Purtroppo sono puntualmente svegliata alle 5 e 45 dai vari camion che raccolgono l’immondizia. Mi chiedo perche’ non si puo’ stabilire una rotazione grazie alla quale questo ritiro non avvenga qualche giorno ad un’ora piu’ decente. Come si puo’ immaginare questo inconveniente penalizza non solo il mio riposo ma deprezza il mio appartamento. Credo che una soluzione dovrebbe essere trovata perche’ sia messa fine a questo tormentone. La cosa piu’ logica sarebbe allontanare i cassonetti dal centro. Mi e’ stato fatto notare che i cassonetti sono li’ per facilitare il supermercato ma questo non dovrebbe essere un mio problema ne’ di coloro che come me abitano in questa porzione del condominio. E’ un problema che si trascina da anni e spero che qualcuno possa trovare una soluzione.

    Grata di una Vostra risposta in merito invio cordiali saluti.

    Paola Ricci

  8. Sono una Vs.consorziata dal febbraio 1995 mi trovo nel Residence Castel cervo Via Casi Bianchi n.13 . Malgrado sia venuta con mio marito, nel corso di questi anni più volte presso i Vs.uffici lamentando la mancanza totale della presenza del Consorzio Costa Smeralda, a tuttoggi
    al contrario di altri posti anche vicini (tipo Alba Ruia dove ci sono piante,fiori e prati ben curati) la nostra strada assomiglia a una strada di campagna con tutto il rispetto dovuto a questo tipo di strade.

    Vi invito, ancora una volta, a controllare personalmente se Via Casi Bianchi (fino alla fine del nostro Residence Castelcervo può ritenersi una strada consortile.

    Inoltre, debbo informarvi che in questi ultimi anni non ho mai visto il Vs.servizio di vigilanza (ovviamente non è che io sia sempre sulla strada a controllare) però mi sembra strano che ad Alba Ruia veda spesso una Vs.macchina e qui no.

    Ovviamente questa e mail è a nome anche degli altri consorziati del Residence Castelcervo.

    Vi sarei grata di una Vs. risposta al riguardo
    Cordiali saluti
    Ruggeri Gabriella

  9. http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2012/06/22/news/svolta-di-ragnedda-la-nuova-farmacia-trasferita-al-centro-1.5304393

  10. A seguito della pubblicazione dell’intervento di Lorenzo Camillo del 1994 pongo a tutti coloro che sono in grado di dare una risposta qualificata una semplice domanda?
    Cos’è davvero il Consorzio? Quall’é la sua vera natura giuridica? Un mega-condominio? Un Consorzio tra imprenditori? La holding di una Società per Azioni?
    A chi darà la risposta più convincente e valida giuridicamente offriremo milioni di grazie, una bella medaglia ricordo e grandi onori.

  11. UN GRIDOO DI ALLARME VECCHIO DI 20 ANNI MA TUTTORA ATTUALE.

    Navigando nel sito dell’Associazione ho trovato l’intervento di Lorenzo Camillo all’Assemblea Generale del Consorzio della Costa Smeralda del 16 Agosto 1994.
    Sono passati 17 anni da allora ma il suo contenuto é più attuale che mai.
    Per questo mi piace riproporne la lettura a tutti coloro che hanno a cuore la Costa Smeralda.

    Il Consorzio Costa Smeralda ha ormai 32 anni ed è sempre andato avanti con successo ed armonia tra i vari membri. E’ iniziato con sette persone che avevano gli stessi obiettivi: di sviluppare turisticamente le loro grandi estensioni di territorio in Sardegna.

    Per definizione, nel Codice Civile (2602) un consorzio è costituito “tra più imprenditori, esercenti una medesima attività economica o attività economiche connesse, i quali hanno per oggetto la disciplina delle attività stesse mediante un’organizzazione comune”.

    Originariamente il Consorzio Costa Smeralda aveva una ragione d’essere quando era composto soltanto da imprenditori, proprietari di terreni da sviluppare ed il suo scopo era, giustamente, (Art.5 dello Statuto) di studiare le lottizzazioni, costruire e mantenere le infrastrutture e favorire lo sviluppo immobiliare promuovendo la edificabilità presso le autorità competenti, per dare il massimo slancio agli interessi economici dei soci fondatori.

    Il numero dei soci fondatori si è via via ristretto negli anni ed il Consorzio Costa Smeralda è ora gestito secondo gli umori di sole due, tre persone, che la trattano come cosa propria, da gestire in piena autonomia e da utilizzare per i loro fini speculativi.

    Lo scopo principale dei soci fondatori era di ottenere più metri cubi possibili di edificabilità sui loro terreni ed infatti anche oggi mandano avanti in prima persona il Consorzio Costa Smeralda, per trattare con la Regione Sarda e con il Comune, come se fosse la volontà di tutti noi.

    Alcuni di noi possono anche augurare ogni successo a questi soci di ottenere tutto quello che vogliono, ma resta il fatto che la maggioranza dei membri del Consorzio pensa che la Costa è già satura e che le spiagge sono super-affollate.

    Oggi il Consorzio è cresciuto molto ed è composto da circa 3000 persone, fatte diventare membri obbligatoriamente, con l’acquisto di una casa ed evidentemente hanno tutt’altro interesse rispetto ai soci fondatori e nulla a che vedere con gli scopi originali.

    Infatti non solo non sono “imprenditori”, ma non esercitano alcuna “attività economica”, come vorrebbe il Codice Civile. Quindi il Consorzio, se deve continuare ad esistere, deve cambiare il suo scopo, adattandolo alla nuova realtà e fare gli interessi comuni di tutti i 3000 Consorziati.

    La maggioranza di questi piccoli Consorziati sono principalmente preoccupati dei moltissimi problemi quotidiani, della gestione di questo grandissimo condominio, o super-condominio, che è il Consorzio Costa Smeralda, problemi che invece vengono trascurati dal Consorzio, perchè impegnato per conto dei soci fondatori in lotte politiche ben più importanti.

    I Consorziati si preoccupono dell’ammontare delle quote sociali, sempre piùalte (330% in 10 anni), del costo dell’acqua stratosferico, che rendono la gestione delle singole case molto pesanti – ed ecco perché abbiamo un alto tasso di morosi tra i Consorziati. Ci sono poi i problemi delle infrastrutture, che per legge dovevano essere fatte dai lottizzanti (spesso soci Fondatori ed il conflitto di interesse è evidente), ma ora le infrastrutture mancanti vengono fatte dal Consorzio a spese di noi Consorziati.

    Inoltre i Consorziati si preoccupano del budget del Consorzio che aumenta sempre (oggi si aggira attorno ai Lit.14.000.000.000) e che si ripercuote direttamente sulla quota consortile, senza avere tutti quei benefici che si potrebbero avere e senza poter dire nulla in merito alla spesa. Altri si lamentano che gli vengano addebitate spese che non gli competano, in quanto le spese del Consorzio non vengano suddivise secondo i millesimi di ciascun comparto.

    I residenti e gli operatori del posto invece, si preoccupano della brevità della stagione e delle poche iniziative intraprese dal Consorzio. (Anzi, sembra che il Consorzio addirittura abbia ostacolato quei privati che hanno fatto qualche cosa per allungare la stagione). L’impressione che si riceve è che il Consorzio non possa mai fare la voce grossa contro certi imprenditori, sia albergatori che immobiliaristi (leggi fondatori), per ovvii conflitti di competenze.

    Il nostro intervento è un grido di allarme, perché il malcontento sta aumentando vertiginosamente in questi ultimi tre, quattro anni. Tra i 3000 Consorziati, ci sono molte persone che non accettano di subire e stanno tramando addiritura di far smantellare il Consorzio, in quanto affermano che un Consorzio, dove c’è la prevaricazione di un socio, legalmente, non può esistere. Altri stanno fondando un anti-consorzio come potente lobby, da contrapporre all’inflessibilità del Consorzio. Altri ancora stanno muovendosi per far togliere al Consorzio la gestione dell’acqua e ridarla all’ESAF. Dio ce ne scampi!

    Noi siamo contrari a queste mosse, perché sappiamo che il contraccolpo pubblicitario sarà disastroso, e poi non si sa dove si andrà a finire. Il nostro è un invito ad ambedue le parti, alla calma ed alla riflessione. Non dobbiamo distruggere questa struttura; dobbiamo soltanto modificarla per stare al passo con i tempi e con le situazioni che sono cambiate.

    A nostro modesto parere, si dovrebbe rendere la gestione del Consorzio più trasparente e più democratica. Dobbiamo dare ai Consorziati la possibilità di prendere parte alla gestione dei problemi quotidiani e non di averla imposta. Sarebbe anche così in linea con gli Artt. 1136-8 del Codice Civile, che impongono che si conti anche le teste presenti in assemblea per certi decisioni importanti.

    Nel Consorzio Costa Smeralda, i 3000 membri contano assolutamente nulla, in confronto alla preponderante maggioranza dei soci fondatori con i loro 47.000.000 di voti. L’abbiamo visto in diverse occasioni, per esempio quando c’era un posto vacante nel Consiglio d’Amministrazione ed abbiamo votato alle elezioni per metterci un “uomo nostro” che ci avrebbe tutelato meglio. Invece, le votazioni si sono sempre dimostrato di essere una farsa. Non si muove foglia che i fondatori non vogliano ed in Consiglio di Amministrazione sono sempre delle persone imposte dall’alto; e comunque, per Statuto, i fondatori devono sempre avere la maggioranza!

    Un fattore da non trascurare è che questo potere decisionale assoluto, sta passando di mano proprio in questi giorni e non sappiamo con quali conseguenze. E’ meglio quindi che non lasciamo i nostri investimenti personali affidati al caso, ma dobbiamo prendere subito dei provvedimenti.

  12. Posseggo un immobile a Porto Cervo , localita’ Pevero , via del Corallo . Segnalo la fastidiosa presenza costante di veicoli parcheggiati lungo la via , che ostruiscono l’accesso alle proprieta’ , che abbandonano rifiuti nelle siepi private , che obbligano i pedoni a transitare in mezzo alla strada e che disturbano la tranquillita’ che sempre ha contraddistinto la zona .
    Sono alcuni anni che un tratto di marciapiede e’ divenuto inagibile a causa di un cedimento del terreno ; noto con rammarico che , anziche’ intervenire , la zona e’ stata delimitata con una rete cantieristica , contornata da un cordolo in cemento in attesa di chissa’ quale evoluzione……
    Da ultimo , mi chiedo perche’ il masso riportante la scritta Piccolo Pevero e che segnala l’accesso a via del Corallo ( senso unico di marcia in direzione del mare ) , non e’ mai stato illuminato , rendendo difficile l’individuazione all’accesso stesso nelle fasce serali .

  13. All’ingresso del sentiero che porta a Porto Paglia ci sono ammonticchiati sul lato sinistro un certo numero di ombrelloni di paglia evidentemente dismessi e abbandonati li’. Alla mia segnalazione verbale mi e’ stato risposto da un funzionario del consorzio che lo stesso non poteva ordinare di rimuovere perche’, non sapendo l’appartenenza, poteva (il Consorzio) essere accusato di appropriazione indebita (di mondezza!!??) Mi e’ sembrata una risposta priva di senso e mi sono sentita presa in giro… mi confermate?
    Altro argomento (e questo mi sta veramente a cuore) e’ il posizionamento dei cassonetti al lato del supermercato della Piazzetta degli Ulivi con relativo arrivo dei camion alle 6 del mattino con il loro rumore assordante specialmente quando prelevano il vetro!! Ho pensato che sarebbe equo che questi cassetti fossero spostati o ci fosse una “turnazione” in modo da non pensalizzare sempre gli stessi inquilin i i cui appartamenti vengono svalutati da questa presenza.
    Nel mese di Luglio alle 3 del mattino e’ arrivato un camion che si e’ fermato sulla piazzetta degli Ulivi davanti al supermecato. Probabilmente stavano scaricando ma non sarebbe stato opportuno che qualcuno del Servizio di Vigilanza (la cui palazzina e’ proprio di fronte) fosse andato a controllare ed eventualmente far presente che non e’ quella l’ora di scaricare? Forse se ricapita chiamero’ direttamente i carabinieri perche’ si potrebbe anche trattare di ladri che caricano quello che trovano in giro…..